mercoledì 20 agosto 2008

UNA CITTA' ASSUEFATTA



Do uno sguardo alla Tv e, nella pubblicità di un'emittente privata, fa bella vista un ingegnoso spot su come comportarsi nella raccolta differenziata dei rifiuti solidi urbani. Apro il giornale e mi cade sotto gli occhi una vistosa pubblicità sull'impellente necessità di adeguarsi alla raccolta differenziata. Vado per strada e incontro i soliti contenitori per la spazzatura, sporchi e colmi di rifiuti e, non in tutti i posti, qualche contenitore per la raccolta di carta e qualcuno per i recipienti di plastica, anche questi colmi e fiancheggiati da materiale che non ha trovato spazio al loro interno. Insomma, mentre la teoria a suon di spot cerca di prendere piede, i piedi del cittadino continuano a muoversi nella mondezzza, visto che la pulizia nelle strade e nei marciapiedi è diventata una chimera, mentre un'altra chimera - quella della raccolta differenziata - si annuncia sui "media". Ed ecco che, come prima e forse anche peggio di prima, nella via Roma - trasandato salotto cittadino - ad un passo dal semaforo del centralissimo incrocio con la via Marconi, si può assistere ad uno scenario da terzo mondo: quello fotografato stamattina da barcellonablog e qui fedelmente riportato. Ma davvero dobbiamo abituarci a sconci del genere? Siamo ormai talmente cloroformizzati dalla dominanza politico-amministrativa da non riuscire più ad accorgerci di tanto squallore? Mentre scrivo queste righe e mi pongo queste sconsolate domande, mi sovviene d'avere letto stamani - su Repubblica - un bellissimo articolo firmato da Nadia Urbinati ("L'Italia senza dissenso"), che varrebbe la pena riportare qui integralmente. E' una fotografia cruda della ormai sconsolata "docilità" con cui noi cittadini accettiamo pacificamente quello che il padrone di turno, per esempio l'opinione generale di una più o meno larga maggioranza, crede, ritiene e vuole. Come, se dopo anni di allenamento televisivo, fossimo mutati nel temperamento e potessimo fare senza sforzo quello che in condizioni di spontanea libertà sarebbe semplicemente un insopportabile giogo. E' forse per questa forma di cloroformizzazione che non ci accorgiamo di ciò che ci sporca? E se ci accorgiamo, cos'è che ce lo fa sopportare? fra' Galdino

3 commenti:

Anonimo ha detto...

Io pernso che tutto questo fa parte di un inadempimento della Società ATO, e dunque del Comune di Barcellona, a fornire una dignitosa prestazione ed un decoroso servizio pubblico, nonostante paghiamo regolarmente la tassa, in un ambiente sicuramente insalubre, con gravi ripercussioni per la salute. Spazzatura presente ovunque,per non parlare della nostra periferia.

Votarxy ha detto...

bah... ok, la società ATO fa quello che fa, ma il senso civico a Barcellona manca da sempre e manca perché nessuno ha mai provato seriamente a costruirlo. è una nozione base che gli scatoloni aperti occupano più spazio di quelli chiusi, è incredibilmente più facile di quanto sembri tenere più buste separate da usare per carta, plastica, umido, etc., è straordinariamente dispendioso incorrere ogni anno in sanzioni astronomiche di origine UE (che poi ricadono sui cittadini, mica vi pare che paghino i politici) a causa dello stato praticamente pari a zero della raccolta differenziata da queste parti.
ok, la società ATO fa quello che fa, ma è comodo accusarla e basta e poi gettare le cartacce a terra e così via.
non parlo a livello personale, non conoscendo l'autore del commento, ma so per esperienza che - andando cauti - un buon ottanta per cento di barcellonesi semplicemente se ne frega.

saluti da Lucio, che spera di tornare a Barcellona (ma gli manca un lavoro)

barcellonablog ha detto...

Ah Lucio, il lavoro ci sarebbe: basterebbe raccogliere tutti i cartoni dei supermercati e negozi buttati al vento e venderli a 10 centesimi al kg, visto che questo sarebbe l'attuale prezzo sul mercato dell'usato. A parte questa battuta atroce, che non ti meriti, ma che so mi perdonerai, perchè mi serve a introdurre un discorso sull'utilità di sfruttare bene cartone, plastica e vetro, mi auguro che tu invece possa tornare a Barcellona, e trovare qui o nelle vicinanze un lavoro a te adeguato.Ho sempre avuto la convinzione che ne hai il diritto ed il merito. Ciao e torna presto da noi. Francesco

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